

i letti dei bambini sono permeati di bei sogni.
è vero, forse basta quell'innocenza che hanno solo i bambini per riuscire a calare nel sonno del giusto, quello profondo, dove si rivedono ricordi, ricordi, ricordi, ricordi.
niente di più, niente di meno, vita vissuta, rimpianti e rimorsi, incontri, scontri, amicizie. semplicemente ricordi.
tutti dolci, il miele che sa di fiele, nostalgia pungente che solo al risveglio senti.
nel calore di coperte colorate, nelle narici l'odore di una pelle infantile, di capelli lavati di fresco, di erba, di gioco, di corse, di scuola, di capricci e di dolcezza.
questo lasciano le creature ancora pure fra le lenzuola.
bei sogni.
dolci illusioni.



Anch'io.

aspettando il mio adorato 6.
una fermata gelida, c'è un sole che spacca le pietre ma all'ombra spira il solito vento putrido per ricordarti che non è ancora estate.
ovviamente si fa aspettare. come ogni bella donna da film. il 6 è una bella donna da film. che ti fa aspettare lì come un'idiota per quei 20 minuti. ma quel tempo almeno non lo si spreca. ci si può soffermare a guardare quel quartiere che si conosce a memoria senza averlo mai veramente osservato.
accanto a me ci sono quei posti di blocco per i lavori in corso. quelle piccole impalcature metalliche con le striscie bianche e rosse. e attaccata a una di queste, a far bella mostra di sè, un cartellino di quelli che si appendono al petto.
SORELLA COOPER
CHIESA DI
GESU' CRISTO
DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI
cara sorella cooper, il suo cartellino sta appeso dietro casa mia. non so perchè ma sta appeso lì. bello tranquillo ad informare il mondo che una suora chiamata cooper va in giro senza cartellino.
magari l'ha perso distrattamente sorella. forse le è caduto. non so chi l'abbia raccolto. o perchè l'abbia appeso lì.
magari è stata lei. non le serviva più? non lo saprò mai.
chissà se è ancora appeso lì. non ho avuto il coraggio di staccarlo. stava bene lì dov'era. chi sono io per staccare un cartellino?
ma la macchina fotografica ce l'avevo.
e posso affermare orgogliosamente che ora sorella cooper e il suo cartellino non rientreranno nella categoria delle foto mancate.
sorella cooper, ti ho ufficialmente adottata. giuro, se ritrovo il cartellino andrò fino alla chiesa di gesù cristo dei santi degli ultimi giorni e te lo renderò direttamente in mano. se non lo ritroverò invece basterà la foto. tanto mi basta.
una foto mancata in meno. gioisco.
P.S. mio fratello è venuto qui e ha letto il mio post. anche lui ha visto il cartellino. pochi minuti fa. ha resistito alla notte lì appeso. gli ho chiesto di recuperarlo. e ora è in mano mia.
sorella cooper aspettami. scoprirò chi sei.

la lezione di violino è andata così così. come al solito. ormai ci hai fatto il callo. anche la tua prof. glielo leggi negli occhi. carica come un mulo tra borsa borsa per i libri che pesa un quintale e violino a tracolla ti avvii verso la fermata del 6. tanto è vicina. col 3 ci metteresti un quarto d'ora in meno, ma tupreferisci il 6. sarà per pigrizia. forse. ma un altro motivo c'è. ti piace il 6. è innegabile. quei 20 minuti sul pullman dopo le 7 ore di scuola e le tre di conservatorio consecutive sono un balsamo. neanche tu sai spiegare bene il perchè.
ti siedi alla fermata. il sole è caldo ed è bello sentire i raggi sulla propria pelle. contrasta con questo vento putrido che raggela. comunque sia, vedi il famigerato pullman in lontananza. ti alzi con calma, tanto di solito per fare quei 100 metri ci mette un secolo circa. e invece rialzi lo sguardo e fai appena in tempo a fermarlo.
si ferma, bruscamente direi, e sali. ti siedi e quello riparte a razzo. ma davvero a razzo. velocissimo. guardi fuori dal finestrino come ogni mercoledì, è consuetudine ormai. e non vedi nulla. quello che noti distintamente è pochissimo. perchè questo cazzo di 6 sta correndo come un disperato. qualcuno deve aver gettato un gatto in calore nel motore.
velocissimo, schiva la macchina blu, sì, devono imparare che non c'è tempo, il mondo corre, il semaforo è rosso ma le ruote a costo di girare pochissimo non devono mai fermarsi, piuttosto tampono la macchina davanti, su presto siamo in ritardo, 'sti cazzo di idioti che prendono il pullman, che volete, che ci fate alla fermata, lasciatemi correre, sono in ritardo presto!
e tu imbambolata che guardi fuori dal finestrino, e senti dei ragazzi dietro di te ridacchiare, magari ridono di te e dell'espressione ebete che hai, ma chissenefrega, tanto loro non ci sono, ora ci sei solo tu e questo pullman che corre per le vie di cagliari facendo lo slalom tra le auto. e li senti parlare delle elezioni appena finite, non sai per chi tenessero loro, che t'importa "non fate entrare il mondo reale nel MIO 6". e le ragazze sedute davanti a te sono tutte e due belle, una truccatissima un po' snob, l'altra acqua e sapone e con un'espressione timida, e non riesci a decidere quela delle due è la più bella. ma non importa, perchè ora stai correndo nel pullman e il mondo è una macchia sfuocata dal finestrino.
vediamo se ci si schianta, sì, e se devi morire d'incidente vuoi morire di incidente decente, pullman accartocciato, lamiere che volano e fuoco da tutte le parti. e se in paradiso o all'inferno ti chiederanno "e tu ragazzina come sei morta?" dirai "il 6 si è schiantato" e magari ti vanterai pure "avreste dovuto vedere che corsa pazza! sfrecciava da dio!"
e poi arriva la tua fermata e scendi, a malincuore ma scendi, vorresti abbracciare l'autista per questi 20 minuti di corsa disperata, ma non capirebbe, magari non capite neanche voi che leggete, ma non importa.
e mentre vai verso casa col rombo del motore del 6 ancora nelle orecchie, la gola in fiamme per colpa di un si da cantare troppo alto per la tua voce, il vento che cerca di spazzarti via (bastardo che diavolo vuoi?) guardi in alto e vedi uno scorcio di cielo tra i palazzi.
e c'è da dire che è dannatamente azzurro.

voglio affogare nel caffè.

UNTITLED
almeno questa non è censurata
